Chi sono?
Ciao! Sono Eleonora Amira, ballerina, coreografa ed insegnante di danze orientali. Il mio nome reale non è questo. Nella vita non artistica sono Eleonora Migliore, un nome tanto bello quanto carico di aspettative: ogni interrogazione a scuola, ogni esame all'università e per ultimo ogni colloquio lavorativo ha sempre previsto la domanda di rito "Ah Migliore? Vediamo se lo è anche di fatto". Questo mi ha portata a crescere con la voglia di dimostrare che non lo ero solo di nome. Sicuramente un'ottima palestra per la crescita e l'ambizione personale, ma che fatica!  
Come è nata la passione per la danza?
Il mio percorso è iniziato quando a 6 anni mia mamma mi ha proposto di provare un corso di danza classica, avete presente l'amore a prima vista? Ecco, mettere una calza rosa, un body e due scarpette è stato per me l'inizio di una lunghissima storia d'amore. Ho quasi 29 anni e da quel giorno, senza quasi alcuna interruzione, ho praticato la danza in tutte le sue forme, passando per l’hip-hop, il contemporaneo ed infine giungere all’orientale.
L'incontro con la danza orientale...
Eleonora Amira Oriental Non mi ero mai spinta alla ricerca di un corso di danza orientale fino algiorno in cui ho visto una ballerina in un locale, con dei lunghissimi capelli castani, una ragazza di una grazia infinita, avvolta in un meraviglioso abito rosa confetto, che mi sorrideva ad ogni “dum” ed ogni “tak”, un po’ come a volermi comunicare qualcosa, qualcosa che solo con il tempo ho compreso. Ho ancora nitidi ricordi di quella creatura danzante anche se sono passati quasi 10 anni. Ripenso spesso a lei, come ad un messaggio del destino.

Poco tempo dopo infatti ho iniziato a cercare informazioni nei riguardi di questa danza che mi aveva colpito, ho deciso di lasciare la danza contemporanea e mi sono avviata su questa nuova strada, dandomi un nome che potesse rispecchiare anche un'identità tutta nuova che sentivo stava per nascere, Amira.

Oggi balloinsegno, ma sopratutto studio. Sempre! Per me è diventato fondamentale non più dimostrare di essere migliore di qualcun'altro, ma esserlo rispetto a me stessa, rispetto al mio ieri e l'unico modo per farlo è il costante investimento nello studio. La mia formazione artistica è stata fortemente influenzata da donne meravigliose, prima fra tutte Antonella Perazzo.Il percorso orientale è iniziato invece con la straordinaria Eleonora Nidal e proseguito con Monica Suheila, l'insegnante a cui devo veramente tutto. Infine, l'incontro con Elisa Scapeccia che ha stravolto (e stravolge tuttora) il mio modo di danzare, ponendomi sempre davanti a nuovi obiettivi da raggiungere.
...e quello con la musica metal!
Eleonora Amira Metal Un giorno poi in modo del tutto casuale, a seguito di una chiacchierata con Sabrina Agasucci -manager della RockOn Agency- la mia danza ha conosciuto il mondo della musica metal.

Cosa può fare una ballerina di danze orientali per un'agenzia che organizza eventi rock e metal? Se ve lo state chiedendo, sappiate che me lo sono chiesto anche io all'epoca, ma la risposta era semplice: ballare, nulla di più! Da lì, una nuova entusiasmante avventura mi ha permesso di danzare accanto a gruppi importantissimi dello scenario metal nazionale ed internazionale.

In quel preciso momento la mia vita, non solo artistica, è cambiata ancora di più.
Oltre la danza
Le mie 24 ore comunque non sono composte solo di conteggi che vanno dall'uno all'otto, di allenamento, insegnamento, serate e spettacoli.

Sono dottoressa in Economia e Management, lavoro full time nel settore dell'informatica e da adesso ho un blog! Tutti mi chiedono come si può conciliare tutto e io penso che il segreto sia solo la passione per ciò che si fa. Il tempo, credetemi, se c'è passione si trova, il resto? Sono scuse!

PS - rileggendo queste righe su di me ho avuto un brivido, tutte le esperienze messe insieme nero su bianco fanno un certo effetto. Quanto è cambiato da quando la danza orientale è nella mia vita, quante decisioni prese, quante novità. Sapete cosa mi auguro?
Che possa per voi questo blog essere ciò che per me è stato il sorriso di quella ballerina