Nel mondo della danza la comunicazione è diventata parte integrante del mestiere: social, blog, newsletter, caption dei reel. Tutti devono “raccontarsi”. Ma non sempre ciò che leggiamo nasce da una persona reale, con un pensiero reale. Sempre più testi sono generati con strumenti di intelligenza artificiale, e chi legge può fare fatica a distinguere tra un contenuto autentico e uno costruito per apparire professionale o profondo.
Non si tratta di demonizzare la tecnologia. Si tratta di capire quando fidarti, soprattutto se stai scegliendo un’insegnante, un corso o un percorso formativo.
Perché importa riconoscere un testo scritto con IA?
Perché un testo artificiale può essere:
molto ben scritto, ma non rappresentare affatto la voce della persona;
generico, lontano dalla sua reale esperienza;
studiato per sembrare esperto senza esserlo;
usato per costruire un’immagine che nella realtà non esiste.
Se stai decidendo con chi studiare o a chi affidare la tua crescita, vuoi sapere chi c’è davvero dall’altra parte.
Come riconoscere un testo generato da IA
Non esiste un metodo infallibile, ma alcuni segnali aiutano:
1. Tono perfetto, troppo perfetto
Se tutto sembra straordinariamente fluido, equilibrato, educato, ordinato… potrebbe non essere stato scritto di getto da un essere umano. Le persone hanno tic linguistici, esitazioni, imperfezioni stilistiche.
2. Poca personalizzazione
Frasi che potrebbero valere per qualunque insegnante e qualunque stile. Mancano esempi concreti, aneddoti personali, riferimenti reali alla propria pratica o ai propri allievi.
3. Concetti molto ampi ma poco profondi
L’IA eccelle nel generalizzare. Se il testo gira intorno all’argomento senza entrarci davvero, potrebbe essere un segnale.
4. Nessuna opinione netta
Molti testi generati evitano il conflitto e cercano sempre di compiacere. Un professionista vero invece ha una visione, e non ha paura di esprimerla.
Come capire se un’insegnante è davvero come si descrive
La parte più delicata non è tanto riconoscere l’IA, quanto riconoscere l’autenticità della persona.
Ecco alcune domande utili:
1. Ha mai scritto prima?
Se una persona non ha mai pubblicato contenuti approfonditi e improvvisamente comincia a produrre testi lunghi, impeccabili, ricchi di concetti… potrebbe esserci un supporto artificiale.
2. Le caption dei suoi reel sono sempre state così?
Chi scrive da sempre lo fa con una certa continuità.
Se improvvisamente compaiono frasi filosofiche, mini-saggi e riflessioni complesse, chiediti: è una crescita naturale o un cambio di strategia?
3. Le descrizioni dei suoi corsi coincidono con ciò che avviene in sala?
Se il corso promette grande attenzione, lavoro personalizzato, cura nel dettaglio…
e poi in sala è tutto standardizzato, rapido, superficiale, c’è un problema di coerenza, non di IA.
La coerenza è uno dei pochi indicatori affidabili dell’autenticità.
4. La sua “voce” coincide con quella che senti dal vivo?
Quello che leggi sembra veramente detto da quella persona? Riesci a sentire la sua voce leggendo il testo nella tua mente?
O suona come una voce generica, “registrata”, uguale a mille altre?
5. Parla come danza?
Un’insegnante autentica mantiene un filo tra movimento e linguaggio: ciò che insegna e ciò che scrive hanno un tono simile, un’identità riconoscibile.
Possiamo davvero fidarci delle persone che seguiamo?
La fiducia nasce da:
coerenza nel tempo,
trasparenza,
presenza reale,
responsabilità verso gli allievi.
Non dalla perfezione della scrittura.
E vale la pena ricordare che l’autenticità non è sinonimo di imperfezione, ma di congruenza: tra ciò che si dice e ciò che si fa.
E ora la domanda per te
Secondo te, l’articolo che hai appena letto è stato scritto da una persona o da un’IA?
Pensaci un attimo. Noteresti la differenza?
Ti cambierebbe qualcosa?
..ed ecco la risposta!
Sì, questo articolo è stato scritto INTERAMENTE da un’IA.
Ora però, lascia che sia io a parlare con te. Io, Eleonora.
Ora che ti ho detto che l’articolo che hai letto (fino a questo punto) non l’ho scritto io.. non ti fa sentire delusa? Lavorando nell’ambito della comunicazione digitale sono particolarmente sensibile riguardo a queste tematiche. Lo sono ancora di più da amante della scrittura. Ho un mio blog da quando c’era MSN (se siete nate tra gli anni ’80 e primissimi ’90 vi ho sicuramente sbloccato un ricordo), avevo 16 anni e un’urgenza di condividere con il mondo le mie idee.
Poi ho aperto un canale YouTube, con lo stesso scopo. Poi ho iniziato a danzare e ho pensato che sarebbe stato bellissimo unire le due passioni ed ecco che è nato eleonoraamira.com e il canale di Eleonora Amira. Era il 2016.
Parliamo di più di 10 anni di attività online nell’ambito della danza, da ben prima che diventasse una moda e uno strumento indispensabile per pubblicizzarsi. Io non demonizzo l’uso dei social, sarei ipocrita a farlo, ma voglio accendere una luce su questa tematica perché inizia a diventare sottile il limite di riconoscibilità tra artificiale e reale e come insegnante di danza, lavorando con delle persone reali io non posso permettermi di essere “artificiale” e non dovrebbe permetterselo nessuno.
Personalmente ho una capacità fortissima di riconoscere testi reali da testi generati dall’IA, ma non tutti lavorano in ambito digital e non tutti sanno riconoscerlo. Questo diventa pericoloso se, attratti da una descrizione o una frase pubblicata su instagram o un blog, crediamo che quella persona abbia reali competenze che, probabilmente, non ha. Che abbia una personalità, che non coincide con quella reale. Che la sua essenza non risuoni minimamente con quella dichiarata online.
Leggo caption scritte con l’IA. Vedo reel sottotitolati con l’IA. Mi è capitato addirittura di leggere libri scritti con l’IA.
Tutto questo mi delude profondamente: come si può ingannare così chi ci segue? Che senso ha farsi scrivere un testo da ChatGPT, spacciarlo per proprio? Con che coraggio parliamo alle nostre allieve con una voce completamente differente da quella con la quale ci leggono?
Voi che ne pensate? Sapete ancora riconoscere immagini e testi reali da immagini e testi elaborati dall’intelligenza artificiale? Spero di sì e spero che, in un’epoca dove tutto prende sempre più una forma artificiale, voi possiate tenervi stretta la vostra originalità!
Su instagram ho fatto un quiz...
Ecco a te le risposte corrette:
1) A: IA – B: IO
2) A: IO – B: IA
3) A: IA – B: IO
PS: il reel sulle braccia arriverà davvero, la frase motivazionale è quanto di più vero io possa riscontrare in sala e.. il corso di improvvisazione ad aprile partirà davvero, su zoom! Se vuoi saperne di più, scrivimi su: eleonora@eleonoraamira.com