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Silvia Brazzoli

4 chiacchiere con.. Silvia Brazzoli

Avete mai visto danzare una fata? Io no, ma se la dovessi associare a qualche ballerina la identificherei in.. Silvia Brazzoli. Perché la immagino piena di vitalità, armonia, delicatezza e una bellezza fuori dal comune. Me la immagino anche con un tocco di magia. Pensando a queste caratteristiche non posso che pensare a lei, sopratutto dopo aver scoperto come si è avvicinata al mondo della danza! Pronte a scoprirlo anche voi?

Da quando mi sono dedicata alla mia attività di blogger ho avuto la possibilità e fortuna di intervistare donne stupende che si fanno conoscere rilasciando queste interviste che vivo come un regalo immenso che mi fanno e che io, a mia volta, posso fare a voi che mi seguite. In ogni intervista c’è tanto da imparare, e questa -oltre ad aver lasciato un segno anche nella mia crescita personale- mi ha anche commossa molto. Spero arrivi anche a voi l’emozione delle parole di Silvia Brazzoli, esattamente come è arrivata a me! 

Silvia Brazzoli e la sua magia!

Eleonora Amira: Intanto, comincerei con la domanda più semplice, ma che incuriosisce sempre tutti: come e quando hai iniziato ad avvicinarti alla danza orientale? 

Silvia Brazzoli: In moltissimi mi hanno fatto questa domanda durante gli anni, vorrei avere una risposta piena di magia e storie fantastiche, beh forse un pizzico di magia c’è, ma mi sono avvicinata alla danza orientale per puro caso!

Fin da piccola ho sempre amato il mondo arabo, soprattutto l’Egitto, ne ero incredibilmente affascinata, ogni film, documentario, libro catturava completamente la mia attenzione, ancora di più se connesso alla danza e a quelle principesse arabe che mi facevano sognare ad occhi aperti! Ricordo un episodio curioso, avevo circa 6 anni quando chiesi un abito da odalisca per carnevale, mentre tutte erano vestite da principesse occidentali, stile Maria Antonietta, io mi presentai come un splendida principessa Araba! Ancora non avevo capito cosa mi riservava il futuro. Da piccola amavo danzare, ma purtroppo non ho mai seguito dei corsi di danza, ballavo ore ed ore da sola, guardavo film, musical, video, copiavo tutto, creavo, sognavo, danzavo invece di camminare, sognavo di poter diventare una ballerina di danza classica

Ebbene si, questo era il mio sogno da bimba… ma invece passavo le mie giornate ad allenarmi in piscina. Ero una nuotatrice con l’animo da ballerina
Amavo ed amo nuotare tutt’ora, ma quel mondo di allenamenti e gare non faceva veramente per me.
Finita la mia carriera da nuotatrice, in piena adolescenza mi sono avvicinata allo yoga, un giorno, per una serie di combinazioni, non potevo più seguire le lezioni di yoga, mi venne proposto di seguire un corso di danza, una novità in quella scuola, ricordo ancora l’emozione, fin da piccola sognavo di seguire delle lezioni di danza e finalmente potevo farlo!

Seguii la mia prima lezione di danza orientale, ricordo che fu un vero colpo di fulmine, qualcosa fece “clic” nel mio cuore e nella mia testa, tutto in pochi istanti ebbe senso: la passione per la danza, per l’oriente, quelle musiche, i movimenti, il mio primo abito ad odalisca! 
Tutto si era materializzato in una danza che mai avrei pensato di ballare e che mai avrei pensato potesse diventare la mia vita. 
Subito dopo i primi mesi di lezioni la mia passione era alle stelle iniziai a viaggiare per tutta Italia ed Europa seguendo grandi maestri e da quel fatidico giorno non ho più smesso di danzare.

Silvia Brazzoli

Silvia Brazzoli

E.A.: Quali sono i Maestri a cui devi maggiormente la tua crescita personale e che tipo di insegnamenti, oltre a quelli tecnici legati proprio alla danza, ti hanno trasmesso?


S.B.: Laura Cernigliaro è stata una delle mie prime maestre, splendida danzatrice, generosa e preparatissima insegnate, la sua dedizione al lavoro, la sua costante ricerca, la passione per la musica e la cultura araba sono state di grande ispirazione ad inizio del mio percorso di danza. Laura ha creduto in me prima ancora che io credessi in me stessa, mi ha spinta a migliorare e mettermi in gioco. Sono grata di averla incontrata e di averla avuta come maestra.

Wael Mansour, I suoi insegnamenti sono stati preziosissimi. Ho seguito i suoi corsi per molti anni e tuttora appena ho occasione amo studiare con lui. La sua sensibilità artistica, il suo modo di sentire la musica e danzarla sono stati illuminanti e fondamentali nel mio percorso.

Jillina Carlano, mito ed ispirazione da una vita, pioniera ed innovativa come pochissime, preparata, intelligente, umile e generosa. Mai e poi mai avrei pensato che la vita mi avrebbe portato in tour con lei per i 4 continenti, ho danzato al suo fianco in più di 50 spettacoli, gli insegnamenti dal punto di vista umano e lavorativo sono stati moltissimi. Dalla gestione del palco, di una troupe, di uno spettacolo alla creazione di produzioni teatrali, di coreografie a tutti gli innumerevole aspetti tecnici e organizzativi del lavoro di una danzatrice. Lei è stata guida e costante fonte d’ispirazione. 

La sua danza nel mondo

E.A.: Sei una delle maggiori esponenti della danza orientale italiana e rappresenti il nostro paese anche all’estero: cosa si prova ad essere considerate un punto di riferimento per le ragazze di tutto il mondo e di orgoglio per quelle del tuo paese?

S.B.: Mi sento davvero grata a tutte le persone che supportano il mio lavoro e la mia danza! Questo riconoscimento è una grande responsabilità!

 

E.A.: Quale dei tuoi viaggi all’estero ricordi con più emozione?

S.B.: È molto difficile scegliere, ogni viaggio mi segna profondamente, ogni incontro con culture diverse mi arricchisce, ogni possibilità di condividere questa danza con ballerini in ogni parte del mondo è un dono inestimabile! Posso però dirti che la mia prima volta in Asia è stata folgorante. L’impatto con una cultura così diversa e uno stile di vita così differente dal nostro mi ha colpito. In Asia ho notato che gli hanno allievi con un rispetto incredibile per i maestri, più che in altre parti del mondo, la loro gentilezza e dolcezza infinita mi hanno lasciata senza parole. 

Silvia Brazzoli

Silvia Brazzoli

 

E.A.: Come è nata l’idea della #pinkdrumsolochallenge e come è stato collaborare con Matias Hazrum?

S.B.: La #pinkdrumsolochallenge è nata dalla voglia di condividere la passione per questa danza, connettermi e conoscere nuove ballerine in tutto il mondo e far vibrare insieme i nostri cuori!!! I video ricevuti mi hanno emozionata, hanno danzato in moltissime, in moltissimi paesi, non me l’aspettavo e la creatività e la bravura che tutte hanno avuto mi ha sorpresa.
Ho voluto questo progetto gratuito ed on line per potere raggiungere più persone possibili, è pazzesco come la stessa passione per la danza orientale e la rete internet ci possano unire e connettere.
Ho scelto di collaborare con Matias perché adoro la sua musica, è un compositore eccellente e un artista di gran cuore. Abbiamo lavorato in tournée in Olanda per un lungo periodo insieme sapevo che sarebbe stato il compagno perfetto per questa avventura! Matias è professionale gentilissimo e molto generoso, non vedo l’ora di collaborare ancora con lui, presto ci saranno novità!

La leggerezza di alcuni commenti

E.A.: Seguendoti su Instagram ho notato che spesso ti viene fatta notare la tua “eccessiva magrezza“. Combatto da sempre commenti ed opinioni simili, non solo sui social, ma anche nella vita reale e cerco sempre di spiegare che non si lasciano commenti simili con leggerezza e senza pensare alle ripercussioni che queste affermazioni potrebbero avere sugli altri. Come ti senti tu quando ricevi commenti simili e che messaggio vorresti lanciare a tal proposito?  

S.B.: Rispondo alle persone che mi lasciano questo genere di messaggi per lasciare un segnale
Come scrivo spesso nelle risposte, mi voglio molto bene e mi piace il mio corpo, questo genere di commenti non mi urta, quello che mi infastidisce moltissimo è la leggerezza delle persone. 

Solo perché si ha la possibilità di dire quel che si pensa non è detto che bisogna sempre farlo! 
Nascoste dietro ai computer, telefonini e attraverso i social le persone scrivono senza pensare, la quantità di cattiverie che arrivano è spaventosa, ne condivido solo una piccolissima parte. 
In particolare riguardo la questione peso corporeo penso che nessuno mai si debba permettere di giudicare, non si sa mai se una persona è magra o grassa a causa di patologie o qualsiasi altro tipo di problema. 
Ho avuto molte allieve segnate da affermazioni di questo tipo tanto da non piacersi più, ad esempio persone “grasse” perché in cura con cortisonici a seguito di tumori, persone “magre” perché malate di disturbi alimentari… Ho visto quanto la danza può aiutare le persone a guarire e quando la percezione della propria immagine, sopratutto se distorta, cambia quando si inizia a danzare! 
Ripeto, non do grande importanza a questo genere di commenti, ma voglio che le persone si rendano conto che non li devono fare, se ho la possibilità di cambiare qualcosina attraverso i miei social lo faccio, se riesco a far ragionare diversamente anche una singola persona è un gran risultato!
La bellezza della danza orientale è che non richiede un fisico preciso, come invece accade in altre discipline, qualsiasi età e qualsiasi fisico sono semplicemente perfetti per questa danza. Ci vuole un po’ più di sensibilità e meno ignoranza! 

Stili ed accessori

E.A.: Ora torniamo un attimo alla danza, tu sei una ballerina straordinaria e versatile, difficilmente ti ho vista danzare qualcosa che non rientrava nelle tue corde, ma c’è uno stile che più di altri ti piace e preferisci interpretare?

S.B.: Domanda difficile, amo qualsiasi stile dal classico sharqi, al folclore fino alle contaminazioni con altre danze e moderne interpretazioni. Amo la danza in generale, qualsiasi genere e stile non solo la danza orientale! 

E.A.: E come accessori? Quale preferisci utilizzare? 

S.B.: Ho una passione particolare per il velo.

Un grazie, che emoziona.. 

E.A.: C’è qualcosa che fai prima di salire sul palco? Un piccolo “rito” anti stress o anti-nervosismo per prepararti al meglio alla tua esibizione? 

S.B.: Prima di salire sul palco mi prendo sempre un istante, giusto qualche secondo prima dell’uscita in scena, faccio un profondo inspiro ed espiro e dico grazie. Un “semplice” grazie per la vita, perché ho 2 gambe e 2 braccia, perché vedo e respiro, per chi ha reso possibile la mia presenza su quel palco, per tutte le persone sedute nel pubblico, per essere circondata da artisti e persone splendide e per molte altre fortune che la vita mi riserva. Ogni volta questo grazie mi fa commuovere profondamente, sempre entro in scena con gli occhi un poco lucidi, il cuore in mano e tutte le energie che ho! Questo profondo senso di gratitudine mi aiuta a connettermi con il momento presente, cancellando ogni timore e pensiero non positivo, mi aiuta a darmi la carica e godermi ogni passo della performance. Non do mai nulla per scontato ed ogni occasione e di danzare è infinitamente preziosa.

..e 3 parole magiche!

E.A.: Che consiglio daresti alle ballerine che vorrebbero raggiungere i tuoi livelli e ti vedono come un esempio? 

S.B.: Il mio consiglio sono tre parole “magiche” PAZIENZA, DETERMINAZIONE, UMILTA’!
Bisogna avere molta pazienza, ballare richiede molto tempo e molti sforzi, non ci sono scorciatoie, anche per le persone naturalmente talentuose! Ci si scontrerà con errori, sbagli, frustrazioni, momenti nei quali ci si sente bloccati, fermi, momenti in cui ci si sente di non fare nessun progresso. Come per qualsiasi arte bisogna continuare a lavorare e convivere anche con questi momenti non positivi, comprendere che ci vogliono molti anni e molta esperienza. In un’epoca dove tutto è ora, subito, adesso è importante comprendere che le abilità di danzatrice richiedono molto tempo per svilupparsi e la pazienza darà i suoi frutti.

Insieme alla pazienza è necessaria una grandissima determinazione per superare i limiti, la fatica e le difficoltà di ogni tipo che si presenteranno. La passione e la determinazione posso far superare qualsiasi momento difficile. Ci vuole una buona dose di determinazione per lavorare costantemente su se stessi, non si può aspettare che i movimenti diventino perfetti per magia. Un ballerino per migliorare deve lavorare ogni giorno! 

La dote fondamentale per un ballerino per me è sempre l’umiltà, ci vuole grande umiltà per continuare sempre e comunque a studiare!
Ogni artista deve capire che c’è sempre qualcuno più bravo, più talentoso e con più esperienza, piuttosto che negare questo o vederlo con la gelosia un ballerino dovrebbe sempre guardare alle persone migliori, ispirarsi e chiedere aiuto proprio a loro se necessario. 

Silvia Brazzoli

Silvia Brazzoli


Eleonora Amira: Dove è possibile studiare con te e vederti danzare?

Silvia Brazzoli: Il miglior modo per rimanere in contatto con me e avere sempre tutte le ultime novità su stage e lezioni è tramite i social, oppure sul mio sito internet, ho diverse date in programma in Italia e all’Estero.

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