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4 chiacchiere con.. Maryem Bent Anis

Oggi si torna a “chiacchierare” di danza con una delle ballerine e Maestre più importanti del nostro Paese. Oggi facciamo 4 chiacchiere con Maryem Bent Anis.

Non serve presentarla e sono felice di poter portare sul mio blog le sue parole, perché ha tanto da raccontare sulla nostra danza, sia sul suo modo di vederla e sia sul suo modo di viverla!

I primi passi nella danza di Maryem Bent Anis

Eleonora Amira: Ciao Maryem! Voglio iniziare con una domanda che faccio sempre a tutte le ballerine che ho il piacere di conoscere, ovvero.. come e quando hai iniziato a danzare?

Maryem Bent Anis: Ciao Eleonora, grazie per la bella iniziativa! Ballo da quando sono piccolina, ho sempre amato la danza e da bambina mi divertivo a seguire davanti alla TV araba Fifi Abdou e le danzatrici della Golden Era nei film che andavano in onda, e davanti alla TV italiana seguivo invece Heathear Parisi. Ho sempre ballato sia la danza orientale, che la danza moderna.

Maryem Bent Anis

E.A.: Le tue origini ti spingono a vedere e vivere la danza diversamente?

M.B.A.: La danza orientale è sempre stata il punto di congiunzione tra il mio mondo occidentale e il mondo orientale, il paese di mia madre (Tunisia).
Proprio grazie all’arte e alla danza ho avuto modo di conoscere persone di ogni parte del mondo, e in particolare di rimanere in contatto con la comunità araba sia in Italia che all’estero.
Grazie alla danza ho potuto continuare a praticare la lingua araba e mantenerla viva dentro di me.
Dal mio punto di vista la danza orientale è una potente risorsa culturale, perché con essa possiamo raccontare antiche tradizioni e storie, semplicemente con il linguaggio del corpo, arrivando direttamente al pubblico.

La danza araba e l’Occidente

E.A.: C’è qualcosa che ti piace di come viene danzata ed insegnata la danza del ventre in Occidente e più in particolare in Italia?

M.B.A.: Io penso che in Italia ci sia una maggiore sensibilità e comprensione del valore culturale della danza orientale, rispetto a tanti altri paesi esteri, che ho avuto modo di visitare.
Ho conosciuto molte Maestre che tengono tantissimo allo studio della storia, della musica e addirittura della lingua araba; ho notato come in Italia, in parecchie scuole, sia dia più valore a danzatrici che danzano rispettando la cultura e che abbiano un background di conoscenza più corposo.
C’è una minima parte purtroppo, che per ignoranza, incappa nell’eccessiva mitizzazione di personaggi che hanno solo un nome “commerciale” dovuto alle visualizzazioni Youtube ed Instagram e che quindi dà spazio a danzatrici e danzatori che non portano una danza orientale autentica e di contenuto, ma solo una forma superficiale di spettacolo. Ma questo , ahimè , accade un pò in tutto il mondo.

E.A.: E qualcosa che invece non apprezzi nell’approccio occidentale rispetto alla danza medio-orientale?

M.B.A.: Mi dispiace quando l’espressività originale araba viene criticata da quelle danzatrici che praticano la danza orientale.
Mi dispiace anche sentire danzatrici che asseriscono di non gradire le musiche con il canto arabo, perché non vicine alla loro lingua.
Quello che mi chiedo è come si possa praticare una danza così insita nella cultura del Nord Africa e del Medio Oriente, senza avere un minimo di amore per quelle terre e le loro tradizioni.

Apprezzo molto invece, le danzatrici che si sforzano a comprendere musiche e canzoni, che si sforzano a farsi tradurre i testi e che entrino in sintonia con il nostro sentimento, con l’estasi della danza araba.. il Tarab!

Maryem Bent Anis

La danza cambia, come possiamo recuperarla?

E.A: Tempo fa su Facebook avevi dichiarato di aver visto “la danza del ventre cambiata” e con lei anche le ballerine. A cosa ti riferivi? E a cosa pensi sia dovuto questo cambiamento?

M.B.A.: Si ricordo questo post, e ricordo che aveva scatenato decine di commenti. La danza del ventre è cambiata sotto tanti punti di vista.
Quando ho iniziato ad entrare nel mondo della danza orientale professionale, circa venti anni fa, il quadro era completamente differente. È normale che chi come me ha vissuto un periodo così importante della danza rimanga sconcertato nel vedere cosa accade in questo momento.

Quando, da giovanissima debuttai nel mondo della danza orientale, coloro che lavoravano in questo campo erano solo i professionisti.
Sia in Europa, che in Medio Oriente, si esibivano solo danzatrici e ballerini di folklore che avevano scelto questa disciplina come professione.
Non c’era posto per i dilettanti, o meglio coloro che praticavano a livello amatoriale vivevano la danza come tale non come occupazione lavorativa.

Oggigiorno tanti insegnano senza un’adeguata formazione, tutti vendono costumi e accessori senza avere un’attività commerciale dichiarata, tutti organizzano, nonostante facciano tutt’altro nella vita. E la danza spesso scade nel ridicolo. Questo mi dispiace molto, perché in questo modo gli spettacoli di basso livello aperti al pubblico, arrivano alla massa, e gli spettatori si fanno un’idea sbagliata di cosa può essere realmente la danza orientale.

E.A.: Come pensi si possa tornare a far rivivere al meglio la nostra danza?

M.B.A.: Prendendo lo studio seriamente e dando credito e spazio a chi realmente ha investito su di essa e ne ha fatto una ragione di vita. Non ha senso organizzare eventi di basso livello, non ha senso presentare nelle piazze spettacoli non adeguati.

Per rendere la danza orientale una disciplina degna di rispetto, bisogna lavorare seriamente, rispettando: tradizioni, evoluzioni, disciplina e gli artisti stessi.

Il Taus ed il Marhaba con la firma di Maryem

E.A.: Nel 1999 hai fondato l’Accademia di Danza Orientale Taus Club, a Marino. Cosa rappresenta per te il Taus?

M.B.A.: Proprio al Taus, il cuore della danza e della musica araba, ho iniziato la mia “gavetta” nello spettacolo. Per me rappresenta un pezzo di vita, che mi ha portato tanti insegnamenti ed esperienze. Qui la mia famiglia ha creato un mondo magico, incredibile che profuma di oriente, sfidando l’ignoranza, i pregiudizi, il razzismo. Dopo la prima sfida con il Ristorante Medio Orientale abbiamo creato la Scuola di Danza dove si sono formate tantissime Maestre e Ballerine italiane.

Maryem Bent Anis

E.A.: Uno dei festival più importanti che abbiamo in Italia vede te come direttrice artistica. Parlo del Marhaba Rome Festival che è giunto alla tredicesima edizione. Ci puoi dare qualche anticipazione sulla quattordicesima?

M.B.A.: Il Marhaba Rome Festival è stata un’altra grande sfida, per creare qualcosa di bello e di grande per la danza orientale, che gettasse un faro luminoso e internazionale sulla città di Roma.

La prima edizione fu incredibile e vide come protagonisti la favolosa coppia orientale Beata e Horacio Cifuentes che vennero per la prima volta in Italia dalla Germania grazie a noi.
Successivamente avemmo l’onore di avere come madrina M.me Raqia Hassan e dal Cairo portammo per la prima volta in Italia grandi artiste come Randa Kamel, Aziza Cairo, per poi proseguire la collaborazione con Jillina dagli USA e i suoi artisti della Bellydance Evolution.
Non è mancata la collaborazione con i grandi artisti dell’America Latina come con il cantante Tony Mouzayek, Amir Thaleb, Saida, Angeles e Corel Cayunao dall’Argentina. In tredici anni abbiamo fatto conoscere veramente decine e decine di favolosi artisti! Siamo fieri di poter dire, che tanti organizzatori sia in Italia che in Europa si sono ispirati a noi e al nostro format per i loro eventi.

Per l’edizione del 2020, abbiamo riconfermato la presenza della grande Saida, affiancata stavolta dalla fenomenale Katia Eshta, russa di nascita, ma egiziana di adozione. Katia con la sua esperienza di oltre trent’anni di vita al Cairo, ha assorbito una conoscenza a 360° della cultura musicale e danzante egiziana, ed ora è la trainer delle maggiori danzatrici del Cairo.

Il consiglio da parte di Maryem a tutte voi

E.A.: C’è qualcosa che consiglieresti a chi vede in te un esempio da seguire?

M.B.A.: Cara Eleonora mi lusinga tantissimo poter essere un esempio per le nuove generazioni di ballerine. Io amo tantissimo formare nuove artiste, seguirle sin dalla formazione di base, fino a portarle e diventare delle grandi soliste. Quello che consiglio in questo momento è di studiare tanto e di vivere la danza come grande passione, solo in questo modo la danza darà molto e molto di più.

E per studiare con Maryem Bent Anis o vederla danzare?

Invito tutte le lettrici del Blog di Eleonora Amira a visitare spesso il sito www.taus.it e www.maryem.it perché ci saranno tanti laboratori anche per danzatrici avanzate per poter studiare con me e quindi ballare nei magnifici eventi che ho in programma a Roma come il “Marhaba Rome Festival” ed il “Danza Experience” a Cinecittà World!!

Per i miei corsi settimanali:

Martedì a Roma, presso One Way Gym, via Ariccia 19 (Colli Albani)

h 20,00/21,00 – principianti

h 21,00/22,30 – intermedi/avanzati

Mercoledì a Marino, presso Taus, via costa caselle 15 (stadio comunale)

h 19,30/20,30 – principianti

h 20,30/22,00 – intermedi/avanzati

Prossima serata al Taus:

Sabato 14 Dicembre h 21,00 “Oriental Shine

Grandi Eventi:

Marhaba Rome Festival– 3,4,5 Aprile 2020 – Mercure Roma West Hotel 4 Stars

Midas Oriental Dance Congress – 1, 2, 3 Maggio 2020 – Hotel Casale , Colli del Tronto (AP)

Danza Experience – 21 Giugno 2020 – Cinecittà World

Laboratori:

-Danza Tribal Fusion con Giulio Dilemmi – preparazione per Danza Experience 19 Gennaio 2020

-Danza Belly Dance con Maryem Bent Anis – preparazione per Danza Experience 9 febbraio, 7 marzo, 19 aprile, 26 aprile

-Danza Bollywood con Valentina Manduchi – preparazione per Danza Experience 9 febbraio, 7 marzo, 19 aprile

Per informazioni: marhabaromefestival@gmail.com

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