22 Giu
Simona Di Dio

4 chiacchiere con.. Simona Di Dio!

Arriva l’estate, e con lei gli stage estivi, i festival e gli eventi in riva al mare. Oggi colgo l’occasione per fare 4 chiacchiere con una delle ballerine più solari che conosca, nonché organizzatrice di un imperdibile evento in arrivo. Lei è Simona Di Dio ed oggi ci porterà nella sua terra, fatta di profumi, di sole e di donne.


Gli inizi e Sofye

Eleonora Amira: Tanto per iniziare, io ho sempre una curiosità infinita su come è nata la passione di ogni ballerino. Quindi, inevitabilmente, anche a te pongo la fatidica domanda.. come è iniziato il tuo percorso nella danza orientale? E sopratutto perché proprio la danza del ventre e non un’altra danza?

Simona Di Dio: Il mio percorso nelle danze orientali è iniziato davvero per caso. Avevo circa 12 anni. Studiavo già danza, come molte bambine avevo intrapreso già piccolissima un corso di danza moderna e contemporanea integrando con la danza classica. Non ero mai soddisfatta e non escludendo mai le discipline intraprese iniziai anche a studiare Hip Hop e danze caraibiche. Feci anche un anno di tango argentino e flamenco ripensandoci bene.

Simona Di Dio

Una domenica a pranzo da nonna, dove era rigoroso il Cous Cous di pesce (piatto tipico trapanese), un’amica di mio zio del centro-nord Italia parlò della “danza del ventre”. Non avevo mai sentito parlare di questa danza. La ascoltai estasiata ed una volta che mi spiegò sommariamente di cosa si trattasse le mostrai “una cosa strana che sapevo fare con la pancia”. Lei sorrise e mi disse che un’onda naturale era un buon punto di partenza. Ero davvero tanto curiosa di questa novità, di questa danza che volevo vedere e conoscere. Ero ancora alla ricerca di qualcosa che mi entusiasmasse davvero, il grande problema era che questa disciplina non era ancora diffusa. Nelle mie zone non c’erano né insegnanti, né corsi e internet era ancora un mistero: in proporzione erano più diffuse le danze orientali che l’utilizzo di internet!

Ho dovuto pazientare qualche anno e tenere addosso ancora body e tutù prima di indossare il pareo che nel frattempo mia zia mi aveva portato in regalo dalla Tunisia, insieme ai racconti di quelle danze così misteriose e affascinanti. Poi un giorno è arrivata la notizia: a Trapani finalmente erano arrivate le Danze Orientali!! Ho accantonato momentaneamente le scarpette ed i body e sono andata in sala diretta. Mi appassionavo ogni giorno di più e cercavo di conoscere di questa danza ogni aspetto, soprattutto quello culturale.

Spesso da Trapani salivo sul treno e andavo in direzione Mazara del Vallo dove è presente una massiccia comunità Araba. Passavo pomeriggi a girare nei vicoletti del centro, dove dalle finestre aperte usciva fuori quella musica che mi rapiva. E poi iniziavo a parlare con chiunque abitasse in quei vicoli.. avevo davvero tanta sete di conoscenza.

E.A.: C’è una ballerina che più di altre ha influenzato il tuo stile e dalla quale trai maggiore ispirazione?

S.D.D.: Sono sincera, avendo intrapreso il mio cammino nella danza prima della diffusione di YouTube avevo davvero poco a disposizione per confrontarmi o vedere danzatrici o danzatori. La mia prima ispirazione infatti è inusuale. Era un pomeriggio di giugno quando camminando per il centro storico sentii da un ristorante della musica araba e mi avvicinai. Quello che vidi fu una cosa molto emozionante, una bellissima e giovane ragazza intenta nelle pulizie del locale, lavorava alternando le pulizie ai passi di danza. Iniziai ad osservarla incantata. Sofye, dopo il suo imbarazzo nell’avermi scoperta a guardarla, mi ha offerto la sua amicizia. Lei è stata una persona fondamentale per la mia persona e per il mio futuro. Mi aprì la sua casa e da quel momento cambiò completamente la mia filosofia di vita.

Conobbi la sua famiglia musulmana e con fatica fui accettata addirittura dal padre, al punto di essere stata invitata al matrimonio della figlia maggiore (magari un’altra volta ti racconterò dello stupore di questo matrimonio e delle sue danze tradizionali). Ricordo con tanta gioia i pomeriggi tra donne, ragazze e bambini sul tappeto del salone a bere tè, a ridere, scherzare, imparare ad usare l’hennè per i capelli e danzare insieme.

Ho avuto l’immensa fortuna di vivere dentro la cultura e vivere davvero la danza. Sofye era, ed è, una ballerina eccezionale, meravigliosa, che io e altre poche persone hanno avuto l’onore di apprezzare, perché culturalmente non le sarebbe permesso danzare liberamente ed in pubblico. Mi feci quindi portatrice della sua danza al “mondo esterno”, ma con l’amara consapevolezza di non riuscire mai nella mia vita e carriera di avere i suoi occhi quando danzo. Ancora oggi i suoi occhi mi ispirano. Oggi apprezzo davvero tanti artisti più e meno conosciuti, e mi pongo sempre in una posizione di grande rispetto nei confronti di quanti amano e vivono quest’arte. Cerco sempre di non fare mai influenzare la mia danza dallo stile altrui, credo molto nell’unicità di ogni artista.

Dietro i glitter..

E.A.: Tu sei una donna che vive della propria passione, com’è la vita di una ballerina “full time”? Ci racconti in breve una tua giornata tipo, tra pro e contro?

S.D.D.: MERAVIGLIOSA! Svegliarsi la mattina ed entrare in sala, pranzare ed entrare in sala e rimanerci fino ad orari improponibili! 10548231_1662241630667805_8483559392272345377_oUna volta a casa bisogna lavorare davvero tanto, è quello fuori la sala che definisco “lavoro”.

Le musiche, gli abiti, l’organizzazione degli show, il ruolo da psicoterapeuta per i problemi di ogni persona, la pubblicità, gli eventi, i viaggi, i festival, le gare, e tutto quello che c’è “dietro i glitter” e l’insegnamento.. Questo mi lascia davvero poco tempo per la mia vita privata che, nonostante il mio impegno di prendere ogni settimana un volo per raggiungere Roma, sono consapevole di trascurare tanto. La mia forza sono però un compagno ed una famiglia che mi aiutano tanto psicologicamente. Credono nel mio lavoro: questo è fondamentale.

E.A.: Gestisci un meraviglioso gruppo di donne ed hai dato vita al “BellyDance Project“, molte di loro sono giovanissime e tutte talentuose. Come è nato questo progetto, cosa rappresenta per te e qual è il segreto della vostra intesa?
S.D.D.: Dopo diversi anni di insegnamento in Sicilia decisi di trasferirmi tra il Lazio e l’Abruzzo dove continuai il mio lavoro aprendo una scuola in provincia di Rieti. In Sicilia avevo lasciato delle mie assistenti, ma dovevo comunque a distanza occuparmi di tante cose. La BellyDance Project nasceva con l’intento di far sentire vicine tutte le danzatrici che decidevano di seguire il mio metodo ed i miei corsi nelle città diverse, con il desiderio di farle sentire -nonostante la distanza- un’unica forza.

Oggi ho spostato nuovamente la “centrale operativa” in Sicilia ed il gruppo è ricco di donne di diverse città italiane. Quando possibile ci riuniamo tutte, o quasi, per danzare insieme. La BellyDanceProject non ha età né limiti di alcun genere che non sia quello del rispetto della danza e del gruppo. Adoro vedere le bimbe confrontarsi con le donne più adulte, siamo arrivati anche a 70 anni ed è davvero bello vedere generazioni diverse divertirsi insieme, proprio come “nel salotto di Sofye”.

Il clima è quello della collaborazione, ci sono dentro sorelle, zie, mamme e figlie, cugine, amiche ed estranee che diventano parte di un’unica famiglia. Nonostante questo clima rilassato, dolce e divertente, io resto una maestra davvero molto esigente. Cerco infatti di far studiare tutti in maniera molto “accademica”. Organizzo per ognuna di loro dei percorsi di studio mirati alle loro ambizioni, potenzialità e possibilità. Alcune di loro in un solo anno riescono a studiare con oltre 21 maestri differenti, penso che sia questo il motivo del talento di alcune giovani, e meno giovani, danzatrici. Lo studio è fondamentale ed è una cosa seria, che si alterna con momenti importanti da condividere in festa con tutto il gruppo e spesso anche coinvolgendo le famiglie di tutti.

Il BellyDance SummerParty

E.A.: Proprio con loro stai per dare vita alla seconda edizione di un bellissimo evento, il “BellyDance SummerParty“. Come è nata questa festa?
S.D.D.: Cara Eleonora,18268602_10210547659262373_2626292901777568902_n hai presente quando vuoi organizzare una giornata rilassante e di divertimento con le tue allieve e la situazione ti sfugge di mano?! Più o meno è accaduto questo!

Coinvolgi le tue allieve, coinvolgi i maestri, coinvolgi qualche amica e collega.. E ti inizia a scrivere la gente, si propongono gli sponsor.. E poi scrivi sul gruppo WhatsApp: “Domani colazione insieme?” E ti ritrovi ad aver letteralmente “occupato” un bar e dopo 2 ore vieni intervistata da radio e tv locali.

Poi non ricordo bene cosa sia successo, ma posso dirti che tantissime persone ascoltando questo progetto ne sono state entusiaste e hanno voluto essere parte integrante ed attiva di questo. La giornata è stata davvero un turbinio di emozioni e divertimento.

Una cosa mi ricordo bene, due giorni dopo mentre stavo guidando mi sono resa conto di quanto era successo, mi sono passati davanti a gli occhi ogni sorriso ed ogni persona che si è messa a disposizione dell’evento, sia del mondo della danza che non, la riunione staff nel giardino di casa, e sono scoppiata in lacrime di emozione al punto che ho dovuto accostare con l’auto, io piangevo e mia sorella rideva incredula.

E.A.: Puoi darci anche qualche piccola anteprima sulla seconda edizione e su cosa succederà il 22 luglio al Lido Paradiso di Trapani? Lo definisci “party” e non “festival”. Vuoi spiegare il perché?

S.D.D.: Stage, show, arabic dinner, live music e hafla. Il tutto su una delle spiagge più belle d’Italia, il lungomare Trapanese. Il successo dello scorso anno e la voglia di collaborare, unirsi, condividere e divertirsi ha portato quest’evento a farsi spazio tra i numerosissimi incontri, festival, show e workshop già presenti nel territorio nazionale ed internazionale, senza volersi sostituire a questi, ma proponendosi come un evento unico nel suo genere.

Ogni sfumatura del BellyDance SummerParty rievoca i concetti sui quali esso si basa: condivisione, formazione, collaborazione e soprattutto divertimento!i!
Lo start è previsto alle ore 9:00 del mattino, una volta preso posto sulla sdraio in riva al mare si può partecipare a stage, laboratori e alle varie attività ricreative tutte differenti, che vedranno coinvolti tanti Maestri riconosciuti nel panorama nazionale ed internazionale, una giornata intensa con una serata che si prospetta già di altissimo livello con lo show serale. Lo show sarà dolcemente accompagnato da una cena a base di cous cous. Si continuerà a far festa anche dopo lo show e per i più coraggiosi.. si finirà la giornata con un bagno notturno!
Eleonora, ti ho convinta a preparare un trolley e a raggiungerci? Metti un po di glitter nella crema solare mi raccomando!

Botta&Risposta

E.A.: Mentre preparo il trolley e la crema glitterata, passerei al consueto e brevissimo botta&risposta..!
Qual è il tuo colore preferito da indossare quando balli?

S.D.D.: Non lo so davvero! Il mio umore cambia ogni giorno e con questo anche il mio colore preferito, ma posso dirti il colore che non indosso mai: il viola.

E.A.: Con quale accessorio preferisci esibirti?
S.D.D.: Non apprezzo molto gli accessori sinceramente, danzo sempre improvvisando e per questo li uso raramente.. sul palco: io, la musica ed il mio abito non viola!

E.A.: Quale brano non ti stancheresti mai di danzare?
S.D.D.: Senza dubbio Aho de el kalem di Warda.


Il consiglio di Simona..

E.A.: Abbiamo visto chi sei, cosa fai e sopratutto -chi ti segue lo sa- possiamo dire che ciò che ti caratterizza è il sole che hai dentro. La tua solarità ed allegria sono contagiose. Una persona dalla quale sicuramente prendere spunto, nella danza come nella vita. C’è un consiglio che daresti a chi ti segue e vede in te un esempio da seguire? 

S.D.D.: Sono onorata dalle tue parole e da questa iSimona Di Diontervista e di quanti mi seguono e prendono spunto o guida da me. Quello che consiglio loro è sempre di prendere seriamente la Danza Orientale. Di avere consapevolezza che quando si danza si è portavoce di una cultura e di un popolo e bisogna farlo sempre con tanto rispetto.

Quasi in contrapposizione a questo, ricordo però che ognuno di noi è una persona unica e nella danza bisogna far emergere la nostra anima e le nostre emozioni. Io quando danzo sono semplicemente Simona, che decide di comunicare attraverso questa danza perché è attraverso questa che riesco ad esprimermi al meglio.

Umiltà e studio continuo: sempre! E ricordarsi di indossare prima dell’abito più o meno “luccicoso”, il miglior sorriso che avete! Danziamo perché ci piace farlo, ed è questo il messaggio che deve passare a chi ci guarda, prima della tecnica e prima di ogni altra cosa. Danzate per divertirvi e per fare divertire ed emozionare chi vi guarda, danzate per diffondere nel modo giusto questa danza.

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